ORA TUTTI " CASA E FAMIGLIA " AI TEMPI DEL COVID -19 QUALCOSA È CAMBIATO

Se prima non si era vulnerabili come lo siamo adesso per il caos del Coronavirus, era perché ci ritenevamo sicuri di tutto e nulla ci poteva capitare, e la casa e la famiglia si era mandata in disparte ,in pensione come di tante altre cose. Quella troppa sicurezza di vivere lontano dalle mura domestiche e dai figli per un successo, per un lavoro retribuito a sufficienza, e per avere un comando in mano ci può aver distorto la realtà che ci circondava e da avere  avuto gli occhi chiusi. Oggi Francesco Alberoni può aver ragione nel dire Questo virus è nato dal caos, da ora in avanti torneremo a casa e famiglia  , e i ripetuti consigli del governo di stare in casa  ci hanno spinto davvero nel starci il più a lungo possibile  ,e che non può essere un male ,ma... . D'altronde quel guscio protettivo del quale ripararci, la casa e la famiglia ci può alleviare della fobia di Coronavirus, ma se le cose si prolungano  ,e penso proprio di si, può diventare pure una prigionia, una prigione che non si era abituati nell' averla indaffarati come non mai nello stress del quotidiano e di una vita fuori dal normale per accaparrarsi qualche soldo in più e vivere nel socializzare con gli altri. Confinati nelle mura domestiche si aspetta che tutto passi, ma i pensieri si fanno sempre più forti, i dubbi, le incertezze, non avendo niente da fare, e stando in panciolle che le ore sono così interminabili e dove il tempo non passa mai, così da risultare una vera agonia e dove il peso di quella casa è troppo grande per rimanerci ancora nel tempo.  Già ce le vedo..... le famiglie italiane al tempo del Coronavirus, e nello stare in casa magari casalinghe che puliscono già dove è già stato pulito per non pensare a cosa possa succedere da domani sul virus - padri irrequieti che stando alla televisione o in mano lo smartphone spulciando le ultime notizie sui decessi e contagiati, e magari coi figlioletti che vogliono giocare e tra i piedi - madri che facendo troppo le madri viziano i figli e con coccole e abbracci passano le giornate - giovani confinati in casa senza uno svago, un' amicizia, e la noia gli assale gonfiando come palloni.  Ma il quadretto potrebbe continuare..... per poter dire con esattezza che le famiglie italiane non sono più abituate per questo tipo di " tutti casa e famiglia " come in passato lo era stato.                                                                                                                   E tornare a " tutti casa e famiglia   " se oggi è un passaggio obbligato dai decreti del governo emanati, non lo potrà essere qualora il virus fosse sconfitto, ma qualcosa rimarrà, come rimarrà quell' antisociale che ci hanno imposto di fare, dove non si potrà più tornare quella serenità di stringersi la mano, di abbracciarsi, e di chiacchierare senza tenere in mente quella  distanza di sicurezza di un metro, che può aver suggestionato il nostro comportamento da imporci di non mollarlo.                                                                        
CANTA CHE TI PASSA, dal Nord a Sud l' Italia in coro e dai
balconi delle proprie case si intonano Volare e l' inno di Mameli, abbracciandosi così si vuole rimanere più in quel socializzare che manca, e per combattere la paura dell' isolamento delle proprie abitazioni. 

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