LA CASA , LA NOSTRA PROTEZIONE O LA NOSTRA CONDANNA ? | Coronavirus

Non si è trovato di meglio in questi casi che confinarci in casa, rintanati nelle quattro mura domestiche che una volta poteva essere la nostra felicità dopo essere stati al lavoro, oggi col Coronavirus è tutta un'altra cosa e questo passaggio forzato non ci allieta se siamo impossibilitati nel muoverci e nel lavorare decentemente. Una prigione che pesa se dobbiamo passarci 24 ore su 24 senza nessun contatto esterno, e impossibilitati di vivere una vita in pieno. Nelle zone rosse, e specialmente in Lombardia si è creato un ghetto, una città invisibile e invivibile, recintata, ingabbiata da una troppa paura che può portare a non riconoscerla più , ma il rischio è che questo esperimento possa diffondersi e fare la comparsa in tutta Italia e dove le normative di Giuseppe Conte possono immobilizzare l' economia, il lavoro, e farci piombare in una situazione incontenibile. "Restate in casa! " Non si è trovato di meglio per arginare l' ostacolo del Coronavirus ? Oppure è tutta una paura in più che noialtri dobbiamo sottostare nella consapevolezza che ancora il bello deve venire  ?  Insomma paura per paura a volte e pure in questo caso ci possono far venire dei dubbi, degli interrogativi di che cosa ci riserverà nei prossimi mesi la presenza del virus che ci attanaglia. Ma certamente la nostra vita è cambiata drasticamente, e lo sarà sempre di più coi restringimenti ,forzature, norme comportamentali che dobbiamo farne nostre, nostro malgrado anche nell' abituarci nel cambiare lo stile di vita e dei nostri pensieri che non saranno più come una volta ,anche perché non avendo scelta  siamo costretti a accettare quello che dal governo ci impongono di fare , opporsi, non farle si rischia la galera tanto per cambiare ! L' Italia è messa male se si pensa che "da casa" si possono svolgere le normali giornate lavorative, che si possono trovare i soldi necessari per il sostentamento della famiglia o di se stessi ,che la normalità non sia persa, ma dobbiamo stare attenti che quella reggia, l' abitazione, non sia una prigione e da quella prigione morirne perché impossibilitati pure di andare al supermercato per fare scorte di cibo, se si possono avere i soldi per farlo dopo che non si lavora perché confinati in casa come dei reclusi  !

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