IL BOMBARDAMENTO MEDIATICO SUL CORONAVIRUS ,NON PUO' GIOVARE

Da oltre due settimane, e ancora sta continuando , la martellante informazione sia sui giornali e sia in televisione che ci tiene incollati e preoccupati di quello che leggiamo e vediamo , 24 su 24 ore non si parla d' altro che del virus, dei contagiati e dei morti che contandoli gli annotiamo sui nostri cuori non potendo fare altro per il momento. Ma una cosa viene spontanea dirla " ci può terrorizzare questo bombardamento mediatico che abbiamo sotto gli occhi, e in qualche misura ci angoscia a tal punto che vorremo che finisca al più presto  ? " . Facendo due calcoli sia i giornali e la televisione hanno un potere enorme sui nostri cervelli, imponendoci delle determinate cose che nel parlarci chiaro possono influenzare il nostro comportamento di vita, fino a ridurci dei robotizzati e nelle mani del loro volere. Certamente che questo peso può fare il bello e il cattivo tempo, ma sempre il cattivo tempo si mette davanti su tutto, e la paura viene quando questo martellamento mediatico non si ferma e continua la sua folle corsa. Il virus, la pandemia che si è abbattuta sull' Italia quei giornalisti l' ha interpretano a loro modo, mettendola in prima pagina, quel focus che inquieta e da l' informazione diventa disinformazione perché esagerando, perseverando sempre la solita notizia si avrà un riscontro sfavorevole se ci si pensa bene.  Si hanno un potere certamente ! Ma non lo sanno manipolare decentemente, e buttandosi a capofitto su tutto senza ragionare che danno in pasto alle persone il terrore, quella depressione cronica che invece andrebbe eliminata quando c'è un virus di questa portata. Non voglio dire che devono fare silenzio, scena muta, ma almeno farla meno inquietante, puzzosa, dove una via di mezzo esiste se la si vuole ottenerla, ma si sà ormai siamo alla riprova i giornalisti di una notizia del giorno o ne parlano troppo, oppure la escludono a priori, e nel vagliare tale notizia non sempre rispettano quell' informazione corretta che invece dovrebbe essere come principio e fondamento di un giornalismo serio e rispettoso.                                                                                                                                          

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