1 MAGGIO | UNA FESTA PER RICORDARSI DI NON AVERE PIU' UN LAVORO , O DI PERDERLO PIU' IN AVANTI


Che cosa è diventata la festa dei lavoratori  se non quella di prenderci in giro noialtri, dove già si intravvedono all' orizzonte forti temporali in arrivo , un calo delle temperature, e dove siamo costretti a nostro modo a rintanarci nel nostro guscio protettivo e cioè :" il silenzio, il non fare niente, aspettare che il sereno arrivi" , ma anche nell'aspettare ,che i giorni non passano mai, lunghi e tortuosi , che intanto si rischia di marcire ed essere inghiottiti da un sistema che ancora non si conosce bene. Il 1 maggio non è altro che un giorno da riflettere molto sui possibili scenari che si possono aprire nei nostri confronti, non è più una festa, e diciamolo chiaramente una volta per tutte! Anche se non lo è mai stata, oggi siamo allo stremo delle nostre forze se la disoccupazione batterà tutti i record, e il fatto deve molto inquietare. non usciti ancora da una guerra del virus che ha prosciugato le casse dello Stato e pure le nostre , distrutto aziende, e un sociale a pezzi, e dove la ricostruzione potrà durare un 'eternità  , e nel frattempo cosa mangeremo ? Molti, fin troppi potrà sembrare un giorno come un' altro, accatastati in casa per decidere le proprie sorti, e di un nervosismo che sguizza tra un muro all' altro nella consapevolezza che i bei tempi passati non ritorneranno mai più,  che le nostre sorti possono essere già segnate ,e che non ci sia una scappatoia. E allora che senso può avere oggi molto  più di ieri ,ricordare i lavoratori che possono perdere il lavoro da un momento all'altro, e che tutti siamo nella solita barca pronti ad affogare qualora le aziende non ce la facessero ad affrontare i mille problemi creati dal Covid-19, e che tutto è scritto da copione per recitare una parte unica e veritiera. Ci si fà male per noi stessi credere nella ripresa che inevitabilmente  non ci sarà, credere in un qualcosa che non esiste, o tarda ad arrivare, fa si che non solo il Coronavirus ci tiene al guinzaglio e prigionieri, ma pure di un governo incapace nell' affrontare la situazione che si è creata da essere tenuti più stetti al guinzaglio, e ancora più prigionieri di quanto lo siamo oggi ,e il risultato : " l' agonia che non abbia più fine" da compromettere i sogni d' una vita. So come sarà il 1 maggio quest' anno, e l' anno prossimo ? Per poi proseguire con la tabella di marcia del quale gli anni potranno essere tutti uguali da non cambiare una virgola, in fin dei conti "se la speranza è l'ultima a morire, noi moriremo con essa, tanto per intenderci "  Chiudiamo quella porta che ci ricorda la disfatta del lavoro, e che è andato in frantumi alla prima occasione  !




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