ABITUIAMOCI A FARE DELLA NOSTRA CASA IL RIFUGIO IDEALE DA CUI PROTEGGERCI ,ANCHE DOPO IL COVID -19


Si, proprio così, "abituarsi fin da subito a fare della propria casa  il rifugio ideale per proteggersi " anche se pesa molto questo tipo di approccio tra la casa e il rifugio, da sembrare più che altro una prigionia in fin dei conti ,e una guerra combattuta coi nervi a fior di pelle, stressante, nevrotica.   È l' unica alternativa del quale ci è rimasto, un bunker confortevole per scongiurare le pandemie che potranno arrivare, trovando sempre il modo di sdrammatizzare l' accaduto, anche per non tagliarsi le vene da quella vita che ci può riservare, e i virus, le pandemie sono quelle cose da mettere in conto fin da adesso. Anche se ancora il Coronavirus non è debellato, e Pasqua e Pasquetta dobbiamo stare dell' altro in casa,  che in definitiva non ci sia una data ben precisa per abbandonare le case una volta per tutte ci preoccupa,  e brancolando nel buio più totale che l' abitazione diventa il fulcro essenziale da starci ancora per molto tempo dentro , prendendoci tutto il tempo necessario per scrutare, analizzare quella nostra cappa protettiva, del quale non si pensava che potesse servire così intensamente come corazza e scudo ,da queste forze estranee che ci hanno assalito . Se molti virologi sono concordi nel dire che chi contagiato dal virus, una volta finita la quarantena e ritornato sano,  la può riprendere un'altra volta e le probabilità sono alte, allora si che la casa può servire da non poterla lasciare più ,sperando che non sia la nostra tomba e un motivo in più per non vedere più nessuno sulle strade, e di città fantasme da inquietare (vedi l' immagine sotto come esempio)                                                                                  
Indubbiamente  che la cosa è  preoccupante, e forse un rimedio andrà trovato, anche se per il momento non ci sono scappatoie di nessun genere, se non quella di evitare gli affollamenti di persone, di chiudere un po' tutto, e di non socializzare ritornando indietro, molto indietro nel tempo. Chi l' ha detto che tutto ritornerà alla normalità, che non si cambieranno stili di vita, di idee, di lavoro e di produttività, che tutto questo può essere un insegnamento di dover trarre le conseguenze e di essere più umani e più buoni,  chi l'ha detto forse non ha fatto i conti con la cruda realtà e del quale sotto gli occhi già si può notare di quel qualcosa che si è spezzato, e basta gironzolare per le strade, leggere i giornali per informarsi, chiedere un'opinione per telefono di amici e conoscenti di come la pensano, per arrivare alle conclusioni e convincerli che l' Italia e gli italiani sono completamente cambiati, e si può dire chiaramente in peggio, rinchiudendosi in se stessi come fanno i ricci ed è  bastato solo più di un mese per arrivare a queste conclusioni ,figuriamoci tra un' anno e forse più cosa potrà succedere  !

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