CONTRIBUTI ALL' EDITORIA, DICIAMO BASTA !

Approvo quei giornali che fanno ben presente di non ricevere alcun finanziamento pubblico, ma pure chi non lo fa presente e non incassa niente dallo Stato,( ma i sottorifugi e scorrettezze e inganni per accaparrarsi quei soldi in definitiva che non può andare bene) ,e che non si sa niente.   Lo so che l' editoria fanno gola i soldi che arrivano dallo Stato ,ma molte volte i giornali muoiono lo stesso anche se le casse sono piene, e non sempre lo Stato è l' ancora di salvezza. Di tutto questo se ne parla da anni, ma oggi viene nuovamente alla ribalta per via del giornale "il foglio " che gli è stato negato quest' anno il contributo, e deve restituire una cifra pazzesca allo Stato,  da dover chiudere i battenti se non  trovano una sistemazione. I contributi vengano dati in base alle copie vendute,a quante regioni sono presenti, e alle tante scartoffie documentate dagli edicolanti per sapere chi veramente è all' altezza della situazione da avere il premiato premio.  E se il "foglio " fa tanto l' incazzato su questa vicenda, i motivi sono bene evidenziati sul tipo di giornale e sui contenuti che si danno in pasto al pubblico che non possono essere tanto lusinghevoli come si pensa. Lo Stato premia l' informazione per tenere ben informato il cittadino che deve sapere il più possibile, sia dalla politica e sia sul sociale, ma che senz'altro la disinformazione dilaga e sui giornali ormai si è toccato il fondo, sono caduti così in basso che rialzarsi sarà difficile. 
Può fare una differenza notevole fare gola quei contributi all' editoria se non si è all' altezza della situazione, tanto per stare a galla il più possibile prima di affogare, e se si pensa che la pubblicità non sia sufficiente, e gli abbonamenti neppure allora quel giornale qualche peccataccio  lo possiede, anche se non lo si vuole ammetterlo.
Sul tavolo del governo la faccenda del il "foglio" farà emergere forse come sia ancora possibile che si eroghi contributi ai giornali, per levare sorse vitali alla popolazione e che sembra molto strano che si continui in questa strada, è bene far cessare questa pioggia di soldi dove inevitabilmente si tengono in vita giornali che non andrebbero tenuti in vita, o almeno cavarsela con le loro proprie risorse e avere inventiva e capacità nel farlo.
Sono tanti i motivi che al giorno d'oggi, questo cambiamento risulta importante nel farlo, anche per non sperperare denaro, che senz'altro andrebbe dato alle aziende, e imprese in difficoltà, perché non si può vivere di sola informazione, se questa è pure distorta e fuori dalla realtà. I giornali sono vecchi come 30 fa, non c'è ricerca e novità come impaginazione e contenuti da attirarsi a se i lettori, e non si può aver voglia di sperimentare niente, ma all' occorrenza i giornalisti si lamentano di tante copie non vendute e del calo notevole della lettura, senza domandarsi il perché !. Hanno perso pure credibilità nel fare dai loro sbagli il piatto forte, e allora il loro futuro lo vedo nero, un gioco sporco all' insegna dell' informazione che ne risentirà più di tutte.

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