CI SIAMO PERSI NEL LABIRINTO DEL SISTEMA


 Ci hanno dato dei mesi di galera, e ora sappiamo per filo e per segno come ci si sente, ancora non siamo usciti fuori che vorremo già scordarsi di questo brutto ricordo, ma c'è sempre quell' incognito che ce lo impedisce e in fin dei conti siamo tra la metà delle sbarre e l' altra metà all' aria aperta, e non per questo non ancora salvi. Si è visto come in un lampo che il governo ha fatto breccia su di noi con decreti impopolari, incostituzionali, da limitarci di agire e di fare, di vedere e di ascoltare, prigionieri di una verità indiscutibile che ci porta in un lato mai visto prima, eppure non doveva succedere questo sembrano dirci i nostri pensieri più incosci, una battuta per risollevarci o per cadere più in basso  ! Potremo continuare all' infinito nel domandarci dove si può aver sbagliato, se di sbaglio si tratta, oppure come se di brava gente il soccombere è di nostra natura , una natura da decifrare in continuazione. Sappiamo che d' ora in avanti nulla sarà come prima, prima l' economia, per seconda la disoccupazione, per terza una disfatta totale,  andando per gradi , per situazioni che  ci gira la testa , una testa sulle spalle che pesa da non girarsi mai indietro , e quel non vedere che il dramma s' accumulata. Il nostro patire è  sinonimo di farci le ossa , di stemperarci , di farci i calli per continuare a patire di più , perché se è  così allora che il nostro Signore ci salvi !  Una spallata di qua  e una di là per incamminarci , ma quale cammino potremo prendere se quelle spallate che diamo agli altri ci rallentano la corsa, ci annebbiano la vista, una vista già ridotta di suo. In definitiva ci siamo persi , persi nel nostro valore di vita, persi nel patire le pene dell'inferno, persi nel frastuono di parole svolazzanti, persi per sempre, dove l' unica certezza è che non ritroveremo più la strada. 

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