CORONAVIRUS | LA GRANDE PAURA È VENUTA DALL' INFORMAZIONE DEI GIORNALI

L'agitazione e la paura del virus della Cina, anche in Italia a fatto troppo clamore, giornali che ogni minuto si aggiornavano raccontando quell'avvenimento come se fosse "giunta la fine del mondo" un' allarmismo e quel campanellino d' allarme che doveva essere ridimensionato di molto ,per fare si che non ci fosse l' euforia e la depressione degli italiani, arrivati fino a collezionare mascherine e magari non uscire di casa.  Involontariamente i giornalisti hanno fatto il modo di conoscere di più la Cina, ma di una Cina a pezzi, e data in pasto quotidianamente al lettore non può far altro che preoccuparsi di quello che potrebbe accadere, e tutt'oggi i dubbi non sono sconfitti. Un giornalismo che non ha lasciato dubbi, incertezze ed è arrivato subito al sodo e magari con dentro qualche falsa notizia, che poi col tempo la si è aggiustata in modo che se ne dimentichi ! Ma lo sarà mai ? Abbiamo visto come i giornalisti si muovono, solo per accaparrarsi qualche lettore in più, e nel vendere più copie di un giornale si passa al di sopra di ogni principio, incuranti se quella notizia è troppo pesante da dare in pasto. Ci deve essere un limite per tutto, un confine da non oltrepassare, se poi questo lo si scavalca abbiamo creato più scompiglio, paure ed euforie che in questo nostro tempo non sono bene accette, da come va pure la politica e il sociale da accumularle sempre di più.                                                                                   Non si è fatto bene i conti che l' informazione può arrivare alle persone più che non si creda, un potere enorme da fare il bello e il cattivo tempo, e anche se i giornali fanno i loro peccati, errori sempre, disinformando,  non toglie questo che non siano presi in considerazione, ma anzi diventano il pane per i propri  denti  e difficile nel resisterli . Tutte le testate giornalistiche, (anche oggi e non si sa fino a quando  ?) i bei titoloni in prima pagina che discutono del Virus sono in evidenza, e come si potrà stare tranquilli se non passa giorno che il coronavirus non sia nelle nostre teste da non sbarazzarcene più  ! Dopo che la Cina soffre e io ne sono vicino. 

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