PRESTO UN ITALIANO SU DUE SARA' DISOCCUPATO ,LE POSSIBILI CAUSE

Indubbiamente che dobbiamo investire sulla ricerca  per trovare nuove scappatoie perché la disoccupazione non sia la piaga principale dove può scorrazzare liberamente, ma anche reinventarci nuove occasioni di lavoro più adatte ai tempi che corrono, di idee fresche, di molta immaginazione ,per  non morire nello stare a guardare e aspettare la manna dal cielo per un miracolo. Non è per niente facile se si considera se si ha una certa età, (troppo presto per andare in pensione, troppo tardi per ricominciare da zero e quell' immaginazione e lo spirito battagliero non lo si possiede più). Forse siamo arrivati al traguardo finale e dove non si possiede nulla di concreto, ma semmai delusione su delusione di una vita stressante in cerca di un qualcosa che non arriverà mai, ma si spera sempre di trovare un aiuto di quelle persone che capiscono il dramma in atto, e andare a braccetto con esse da dare più il senso alla vita stessa e della sofferenza che si sta passando. Tutto sta nel fatto che il "lavoro manuale dell' uomo o donna che sia, non è più come una volta " e questa la dice lunga sulla tecnologia che è in via di espansione ,ingrandendosi fino all' inverosimile da non avere più  un freno per fermarla e rallentare la sua folle corsa e d'altronde gli abbiamo dato troppo spago e via libera.                                                             Una bravata, una vera tortura sostituire il lavoro dell' umano, con macchine artificiali degne di un futuro incerto e pericoloso, menti e braccia che lavorano interrottamente senza mai fermarsi, e non chiedono e non pretendono mai, ma svolgono il loro lavoro alla perfezione, occasione d' oro per chi le può aver fabbricate e altrettanto chi le ha acquistate ,e dove entrambi economicamente stanno bene.           Insomma il "lavoro "come siamo abituati a vederlo oggi  cambierà molto presto, adeguarsi sui nuovi orizzonti può essere la sfida finale, anche perché i giovani immersi nello studio, in mano col diploma-laurea, tutti propensi di essere arrivati chissà dove ,non faranno mai dei lavori manuali e di quel sudore non lo verseranno mai ,magari per andare in fabbrica o riparare un rubinetto in casa, ma pure di insudiciarsi le mani come lo hanno fatto i loro genitori in passato.                                      Ecco che da tutto questo si genera incomprensione ,lacune, sbagli di come "il lavoro " e "la manodopera " ne possa soffrire e perfino mettere tutto in sordina, lasciando dei vuoti incolmabili che sia le grandi imprese e i dirigenti hanno l' obbligo di colmare e riempire al più presto.                                                                                                                    La disoccupazione ,viene vissuta  per la gente un incubo, figuriamoci per chi ne è dentro e non trova vie d' uscita, anche perché "il posto fisso " e "il lavoro assicurato " sta diventando sempre più un miraggio ,e sempre più aziende fanno terra bruciata  dei loro dipendenti perché impossibilitati di stare a galla, tartassati da tasse e burocrazia, dove i fallimenti ormai non si contano più, ma pure di vedere dalla finestra lo svolgersi della situazione e prendersi le dovute cautele e tempo.                                      Aziende che in qualche modo "il made in italy " non c'è lo hanno più, le hanno vendute all' Estero e si sono sbarazzati di tanti problemi che avevano ,dando scompiglio all' Azienda stessa,  e al valore dell' Italia, classico di chi non pensa al lavoratore.    Arrivati fino a qui, la domanda viene spontanea :" ma lo Stato e i vari partiti che cosa fanno? " Non si interessano più di salvaguardare il "lavoratore" di "proteggere l' immagine di quell' azienda in pericolo di estinzione " e infine che senso ha avere dei disoccupati e dove il "lavoro è vita, speranza" ,e tutto quello che non si riesce nel dirlo con le parole ma che sprigiona il valore di vita e di sopravvivenza, specialmente in questo nostro tempo da risultare fondamentale da non rinunciarvi.                                                                                                                        E questo nel ...mancarci il cibo, il nutrimento indispensabile che fino a non molto tempo fa si aveva, ci rende più vulnerabili e deboli anche se si possiede un lavoro ma col l' andar del tempo lo si potrebbe perdere, e dove tutto crolla e ci annebbia la mente da essere impossibilitati nel reagire, e di tutto questo discorso non fa una piega se si considerano i fatti alla luce di oggi, e dove il "centro per l'impiego " fa quello che può fare, e per dirla in breve "poco o niente ".                                                                                          È un bel casino quando:                                                                               1 I sindacati prima forti per gli interessi dei lavoratori, oggi deboli e impossibilitati nel risolvere i loro problemi, e non si sa come sia potuto succedere tutto questo !          2  C'è un rigetto sia del governo attuale e quello precedente che il lavoratore non sia stato preso sul serio , (diventando terra di nessuno), ma invece assecondandolo in tutto e per tutto, aumentando posti di lavoro in più, e non far fallire tante imprese del quale era necessario fare.                                                             In conclusione                                                                                        Pure i "Cervelli in fuga " menti e intelligenze fuori dal normale, fatte esclusivamente in Italia e invidiate in tutto il Mondo, per avere la loro propria scappatoia di successo e di riempire il loro portafoglio vanno all' Estero per la loro fortuna e orgogliosi del loro traguardo ,guardando quell' Italia che non gli può aver dato niente, esclusi come se fossero ricercati e peccaminosi. E se fossero rimasti in Italia sarebbero pure loro "disoccupati e con l' acqua alla gola " , questo nel dimostrare che essere diversi rispetto agli altri sia di studi e di intelligenza non indica un bel niente, se dietro non ci sono leggi-riforme che spingono al tal proposito di non rimanere senza lavoro, ne l' uni e ne l' altri, sia che la si voglia far girare quella frittata. 

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