UCCIDERSI E UCCIDERE PER QUALCHE RAGIONE CHE NON COMPRENDIAMO...

I fatti di cronaca che tutti abbiamo sotto gli occhi fanno pensare che la follia, uno scatto d'ira,la voglia di dire basta a tutto, la vita non è poi così semplice come ci aspettiamo che sia. Rimuginare sulla malvagità, sull' odio, sul disprezzo che si ha per sé stessi e gli altri, non dando senso alla vita e all' essere umano ci rende più vulnerabili e senza difese "ormai per una lite con il vicino di casa si prende la pistola e si spara, ormai per una vita da disperati ci si uccide come se quei problemi non si potessero risolvere, ormai è più facile azzuffarci, fare a cazzotti e mandare qualcuno all' ospedale in segno di un qualcosa che non funziona e non si capisce!) Ma davvero la vita non la si apprezza e non la si valuta per quella che è? .Abbiamo pure paura di camminare per la strada, di incontrare un nostro amico che ci sembrava perbene e una brava persona, e invece per un disguido, una parolina fuori posto  ci da una coltellata e magari spara all' impazzata; forse quel cervello era andato in tilt da un bel po' ma nessuno se ne era accorto e la vita proseguiva. Il cervello umano non lo si potrà capire mai alla perfezione e i raptus di follia, o come le volete chiamare , avranno sempre più intensità  in questa vita frenetica, dura e spietata, dove il solo scopo è chiudere la partita con la vita e pure farla chiudere agli altri. Ci si può uccidere per mancanza di lavoro, per non sapere come mandare avanti la famiglia, per una depressione e dove si vede tutto nero; dove i giornali possono fare il loro articoletto e scandandalizzandoci stiamo male per alcuni giorni, ma dopo tutto passa e ci si dimentica di quella strage, di quel sangue che tanto non era il nostro da farci un po' avere un sospiro di sollievo.. (inevitabilmente la vita continua) Ma io mi domando:"che vita può essere questa dove la violenza, le uccisioni ,il non apprezzare che il buon Dio ci ha donato, vengano spazzate via come erba da estirpare e un momento di riflessione è doveroso farlo..) se si vuole avere un futuro degno di felicità e di rispetto reciproco.  Ecco perché non c' è più affiatamento, attaccamento alle persone come 50 anni fa' e dove tutti ci si conosceva, ci si apprezzava, ci si aiutava reciprocamente come una grande famiglia.. (e forse i problemi erano più di ora)  un traguardo che si è perso fino ai giorni nostri; e rimanendo distanti a tutto, l' egoismo, il pensare solamente a se stessi che si è creato tutta questa violenza, sterminio di anime, dove inevitabilmente la pistola, o il coltello, i pugni, hanno il sopravvento e di un era in peggio dove i nostri figli ci seguiranno per non deluderci sulle nostre prospettive.

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